Senza categoria, viaggi e avventure

L’arte nel cuore della Sardegna: Nivola

Dopo aver partecipato alle due giornate di incontro dedicate al “turismo culturale e all’archeologia” organizzate dall’aeroporto di Olbia Costa Smeralda “Sardinia Tourism call to action” ci è stato chiesto se volessimo partecipare anche alla terza giornata dell’evento generalmente dedicata alla stampa.  Continua a leggere “L’arte nel cuore della Sardegna: Nivola”

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I nuraghi sommersi sotto il Lago del Cuga

Chi l’ avrebbe mai detto che al Lago di Cuga si possono “pescare nuraghi?”

Ma partiamo dalle basi..Chi conosce la diga del Cuga?

La diga del Cuga è uno sbarramento artificiale situato nel territorio di Uri. La diga,  fu edificata tra il 1956 e il 1974  su progetto degli ingegneri Giuseppe Sapienza ,Velio Princivalle e Samuele Paolo Algranati. Questo lago dista soli 20 minuti da Alghero ed è capace di regalare forti emozioni a ogni suo visitatore!28279667_1838378496237492_2729372401446944768_o

Lo stesso posto dove prima si poteva fare canoa ora è diventato una distesa di terra bruciata ma la cosa bella è che l’acqua, prosciugandosi, ha riportato alla luce resti di nuraghi normalmente sommersi.

Il nuraghe Chesseddu  qualche anno fa era completamente sommerso e quindi non visibile. Parzialmente sommerso era anche  il Nuraghe Alzola Sa Cudina, un nuraghe monotorre che nei periodi di massimo invaso affiorava appena dalle acque. Parzialmente sommerso risultava anche il Nuraghe Pigalvedda,anche questo interamente sommerso nei periodi di massimo invaso. Lo stesso destino vale anche per il nuraghe Peppe Gallu. Quanti nuraghi aspettano ancora di essere conosciuti?  Ci ha stupito sapere dalle persone del luogo che prima della costruzione della diga, la chiesa di San Leonardo è stata interamente smontata e poi ricostruita più a monte per poter essere preservata.

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Ora, causa siccità alcuni sono ben visibili e diversi nostri follower ci hanno fatto conoscere questa bellezza!

A proposito, ringraziamo Gabriele Foddis per le foto!

La Sardegna è anche questo, scoprire posti che non conoscevamo e riuscire a farli conoscere a più persone per poterli preservare.. chissà per ancora quanto tempo si potranno ammirare prima del rinvaso e quindi la sommersione di queste bellezze!

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Fai conoscere la storia di questi Nuraghi Nascosti, condividi questo articolo su Facebook!

-SosBattorMoros-

 

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Quanti nomi può avere la mantide religiosa in Sardegna ?

Ormai è diventato un vero e proprio kult nella pagine di Sosbattormoros interagire con i nostri follower e scoprire i nomi degli animali.

Voi come la chiamate la mantide religiosa?

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Ecco la domanda che ci hanno posto i nostri followers.
Come prima cosa però dovevamo reperire una foto , ma ormai i nostri amici sono pronti a tutto e subito c’è arrivata la foto che avevamo chiesto!
Ringraziamo quindi  a @alecs1812nikonfm2 per la foto 💯
 Dopo aver ricevuto parecchi commenti sul post, abbiamo deciso di  raccoglierli e pubblicarli . Eccoli qui:
Arduili Sefapoddighe
Arzachena Caddu di Frati
Bosa mama ‘e frittu
Benetutti Muzzainari
Bitti Mamagraida
Bonorva Mamma e frittu
Bortigali Segamanoso
Cabras Sega sega idusu
Carloforte Mùnega
Collinas Segasega idusu
Cuglieri Segamanos
Cuglieri Segamanos
Dolianova Sa mantenica
Dorgali Garriadorza
Escalaplano Cuaddu endiu
Escalaplano Su cuaddu Endiu
Esterzili Cuadu de Santa Maria
Gallura caddhu di frati
Goceano Sa becca
Guasila Trexenta (Guasila)
Ittiri  su caddu e Sant’Antoni
Jane Sindicui
Jerzu Cuaddu e ingia
Laconi sennoricchèddha segapòddhiasa
Lodè Secabrancasa
Lula Sa mamagràida
Magomadas Priorissa
Meana Sardo Sa mamma e deusu
Nulvi Su Cadu e Pajre
Nuoro Cabaddu de Santu Jubanne
Nurachi segasegadidus
Oliena Garrigadòglia
Oniferi Su Sindigu
Orani Cavaddu de dimoniu
Orgosolo Hovaddu Brusore
Orotelli Su sindacu
Orrioli Cuaddu de Para
Paulitano Segamannu
san giovanni suergiu, basso sulcis Sa segadirusu
Sant’Antioco Signorina de pampinu
Santadi Signorina “segadirusu”
Sassari Caddarina pizzinna trappera
Sassari Caddarina
Sennori Muzza Manu
Serramanna Sennorica
Siniscola Secca manos
Sinnai Sa Sennoredda
Sulcis Signorina sega dirusu
Torralba Sa Signorina
Tresnuraghes Sa prioressa
Tuili su cuaddeddhu
Trexenta Segaidusu
Uta Sinniorina segaidusu
Vallermosa Sa regina
Villacidro segaidus
Villasalto Sa sanna mattini
Villasor Sinniorina
Zerfaliu Sega idusu
Ussana Sa Sennoredda
Ecco
Tu quanti di questi nomi conoscevi?
Falli scoprire anche ai tuoi amici, condividi questo post su Facebook!
Contribuisci anche tu ad aumentare questa raccolta, aspettiamo nuovi commenti!
    -SosBattorMoros-
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Quattro anni e mezzo per crearlo, ma per noi è come un figlio

Camminando per Fonni una ragazza ci ferma e ci dice:

“Non perdetevi la spiegazione del costume di Fonni, è qualcosa di unico”.

Sorpresi da questa affermazione, ci siamo catapultati nella Cortes che ci aveva indicato per ascoltare in prima persona dalle donne del paese come si crea questo abito.

Inizialmente si procede creando delle sezioni da 22 centimentri, queste vengono dimezzate e imbastite.

Una volta imbastite vengono ulteriormente dimezzate e ancora dimezzate per creare la plissettatura necessaria a formare delle pieghine da un centimetro.

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Imbastitura dell’abito

Una volta ottenute queste pieghine, verranno fissate a una tavoletta di legno tramite dei fili che fungeranno da tiranti, tirandoli infatti si ottiene solo un piccolo pezzo di veste che verrà messo in acqua bollente per fissare le pieghe.

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Tavoletta di legno all’ interno della quale vengono attaccati i fili 

Dopo mezz’ora verrà tolta e messa ad asciugare in mezzo a dei teli per evitare che si ammuffisca e vi saranno collocati sopra dei dei pezzi di granito per permettere che l’imbastitura si fissi.

“Tutti i giorni dovremmo togliere i pesi, cambiare il telo e girarlo per cinque-sei mesi”.

Una volta fatto il primo passaggio, si farà la parte della vita chiamata su Imbustigheddu, verrà fatta una cucitura a mano, essa è talmente fine che le pieghettine saranno la metà delle pieghe della gonna.

“Se nella gonna ci sono 330 pieghe in questa parte sono più di 600”.

Questa parte deve essere perfetta, le righe della cintura devono essere parallele a quelle della gonna.

Successivamente verranno tolti i fili, per verificare che il processo sia stato effettuato in modo corretto, la gonna viene allora imbastita di nuovo e rimessa a mollo in acqua bollente.

.. e siamo solo al terzo passaggio!!

Alla gonna va attaccato il panno che ha lo stesso procedimento dell’ orbace, ovviamente le pieghine dell’ orbace devono corrispondere alle pieghine del panno:

“Tutto fatto a mano, senza macchina da cucire! Il margine d’ errore non deve superare il millimetro.”

Con delle sezioni piccole si può subito correggere l’ errore.

Successivamente verrà messa una tavoletta dura, messi i tiranti, messo tutto a mollo e messi i pesi finché non esce perfetta.

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Inserzione della seta

“Facendo tutti i procedimenti giusti e lasciandolo riposare l’ abito di Fonni è pronto in 4 anni, solo così è perfetto per uscire in processione”.

L’abito di Fonni costa circa 13000, ovviamente dipende se vi è la presenza dei ricami d’ oro, se loro dovessero contare le ore per produrlo costerebbe di sicuro di più!

Per questo motivo sono le stesse ragazze che si fanno l’ abito, loro lo fanno con piacere:

” Sono come nostri figli”.

Non tutte le famiglie prima potevano permettersi il ricamo,allora gli abiti avevano sa vetta pinta,  una parte dipinta a mano.

Dopo che si è attaccato il panno rosso, si rimetteranno tutti i fili all’ interno di un pezzo di legno più grande, a un centimetro di distanza sia il panno che il rosso.

Una volta dopo aver messo tutte le 330 pieghettine, si bagnerà prima da una parte dopo dall’ altra avendo cura di non macchiare le parti, sempre in acqua bollente, asciugandolo per quattro cinque mesi.

Successivamente si taglieranno i fili, stavolta in orizzontale.

La vita avrà sempre delle pieghettine più fini, e questo dovrà diventare sempre più rigido perché dovrà segnare la vita.

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Cucitura dell’inserto in seta 

 

Quando l’ abito è finito, nel momento in cui sanno che dovranno sfilare, si dovranno togliere i fili.

Se l’abito è stato confezionato bene, entra perfettamente all’interno della cassetta di legno realizzata appositamente per la sua custodia.

Questa è la vera prova del nove!

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La prova del nove: se non entra perfettamente all’ interno bisogna disfare tutto!

Una curiosità: il vestito da vedova, il costume da lutto è di colore viola o blu e anche bordeaux ma la gonna rimaneva uguale.

Anche perché tingere la gonna significava togliere tutte le parti e a una a una tingerla ecco perché la gonna rimaneva rossa!

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Un dettaglio dell’ abito di Fonni

 

Questa lavorazione è un’ eccellenza sarda e non va solamente preservata ma conosciuta per poter essere apprezzata da tutti!

 

 

Per questo motivo vi invitiamo a condividere questo articolo nelle vostre pagine Facebook e farci sapere cosa ne pensate commentandolo o cercandoci privatamente!

 

-SosBattorMoros-

 

 

 

 

 

 

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Quanti nomi possono avere le lumache in Sardegna?

Ormai è diventato un vero e proprio kult nella pagine di Sosbattormoros interagire con i nostri follower e scoprire i nomi degli animali.
Il nostro amico Andres Ortega ci ha scritto:
Provate a chiedere come si chiamano le lumache, vedrete quanti nomi vi diranno!
 Come prima cosa però dovevamo reperire una foto delle lumache, ma ormai i nostri amici sono pronti a tutto e subito c’è arrivata la foto che avevamo chiesto!
Ringraziamo quindi Mirko Melis per la foto!!!!
Con tutti questi nomi si può capire che i sardi hanno una vera passione per le lumache,
 queste infatti costituiscono uno dei piatti preferiti dai Sassaresi.
Ci sono tantissime ricette per le lumache.
In Sardegna si preparano al sugo piccante di pomodoro (sopratutto i sitzigorrus), arrosto (le monzette) nella padella bucata usata per cuocere le castagne, oppure in tegame con olio d’oliva, pangrattato aglio e prezzemolo.
I nomi delle lumache variano al variare dei territori e dei gruppi linguistici (logudorese, campidanese, gallurese…).
Dopo aver ricevuto parecchi commenti sul post, abbiamo deciso di  raccoglierli e pubblicarli .
Eccoli qui:
Arbus Sitzigorrus boveris
Belvì Sulone
Bolotana Coccoides
Buddusò Coccoi
Cabras Gingella
Cagliari Sizzigorrusu
Campidano Sizzigorrus
Casteddu Boveri
Castelsardo Coccoi
Chiaramonti coccoi
Cossoine Coccoide
Cuglieri Coccoide
Dolianova Boveri o Sizzigorru
Dorgali Tabbaccorra
Florinas Gioga
Galtellì Batticorris o Croccas
Ghilarza Pizzicrogu
Ittiri Coccoide
Laconi Zizzigoroso
Marghine Grogos
Narbolia Zinzella
Nulvi Gioga
Nuoro Coccois
Nurachi Pettiazzusu
Olbia Coccoi
Oliena Corrovaccas
Orani Vaccacorroso
Oristano Zinzigorru
Oschiri Coccoi
Ozieri Coccoi
Samugheo Tzinzigorru
San Gavino Monreale Sizigorrusu
Sanluri Sizzigorrus
sant’ Antioco Sisigorru
Sarroch Sizzicorrusu
Sassari Coccoi
Sassari Gioga
Selargius Sitziccorrus
Seneghe Caragollu
Serramanna Babbarrocciasa
Sorso Coccoidu
Sulcis Iglesiente Sizigorrusu
Torpè Uccagorra
Tuili  Braballocciasa
Uras Babarrocciasa
Ussana Sizzigorrus
Villacidro Sizzigorrus
Villasanto Ciccigorrusu
Villasor/Serramanna Boveris o Babbarrocias
Zeddiani Sinziorrusu
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Aspettiamo altri suggerimenti per aumentare questa raccolta,
    -SosBattorMoros-
Senza categoria, Tradizioni

Mascherarsi è un destino

 

Le maschere esistono da un tempo immemorabile.

Il rito delle maschere ha subito nel tempo diverse stratificazioni da riferire a diversi periodi storici.

La maschera come comunicazione con la divinità, come rituale di propiziazione per la caccia, come rito dionisiaco, come relazione di morte e rinascita, come indice della lotta tra contadini e pastori. Continua a leggere “Mascherarsi è un destino”

Tradizioni

Francesco del Casino e le proteste dipinte

Nel profondo della notte,
quando tutta la città dorme,
mani frenetiche, alla tenue luce
d’un complice lampione,
si ritagliano spazi sui grigi muri di cemento
per appendervi la propria anima.

Sono spruzzi di fantasia,
colori vivi rubati ai propri sogni,
figure contorte, tormentate,
geometrie d’inquietante mistero,
sfoghi di esseri liberi che lasciano
messaggi ad un’umanità distratta.

Sarà una gara, forse una protesta
o il bisogno di esprimere un talento,
di colorare il mondo e rabbonirlo;
di certo questi anonimi pittori
esprimono un disagio e con quel mezzo
aiuto ed attenzione van chiedendo.

Continua a leggere “Francesco del Casino e le proteste dipinte”

Senza categoria, Tradizioni

La donna Sarda

Mi dispraghidi ma
deu seu…
femmina sarda!!
SARDA, BARROSA,
pottu coru, crabeddu e anima!
Seu terra, soi, bentu e mari ma puru perda,
unu Nuraghe e,
chi ci scudisi,
scudisi e ti squartarasa beni a Terra!

Continua a leggere “La donna Sarda”

Senza categoria

Le nostre Foto

Ecco alcune delle nostre foto scattate all’Asinara