Le 10 fontane della virtù, Sant’Efisio,Papa Gregorio Magno e Ospitone. Quale legame li unirà?

Dopo esserci stupiti per la complessività di realizzazione dell’abito di Fonni ( vi lasciamo il link per chi se lo fosse perso)

https://sosbattormoros.com/2017/12/12/quattro-anni-e-mezzo-per-crearlo-ma-per-noi-e-come-un-figlio/

siamo andati a visitare la Basilica di Fonni, essa è divisa in due parti: La Basilica e il Santuario.

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Foto della Basilica all’esterno.

Come prima cosa abbiamo deciso di visitare il Santuario, nel vestibolo vi era una scritta che ci ha incuriosito:

“Si quis sitit, veniat ad me et bibat”.

Abbiamo quindi deciso di  chiedere alla nostra accompagnatrice cosa significasse e il perchè quella scritta fosse stata posizionata proprio prima dell’entrata al Santuario.

La frase che in italiano significa ” chi ha sete venga da me e beva” è una frase tratta dalle Sacre scritture e la sete è il punto cardine di questa visita alla Basilica!

Prima di iniziare la visita abbiamo sostato sul vestibolo,una sorta di filtro tra interno ed esterno dove vi erano delle nicchie, precisamente dieci e solo dopo abbiamo appreso che  quelle nicchie erano dei travasi.

All’interno della cripta infatti vi è una sorgente e un sistema di canalizzazione sotterraneo che  permette di far arrivare l’ acqua nelle dieci nicchie che rappresentano le 10 virtù della Madonna.

Fino a poco tempo fa le persone venivano alla Basilica per scegliere da quale fontana bere tra le dieci.

Ecco il perchè dell’iscrizione prima del Sacrario.

Una curiosità: la chiusura delle nicchie è stata dovuta dall’umidità che metteva in repentaglio i dipinti.

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Parte del Santuario

Per questo i pozzi sono stati chiusi e le acque deviate  scorrono nella fontana che si trovano alla sinistra del Santuario.

Il Santuario della Madonna e quindi il complesso è stato realizzato in due tempi: il primo impianto è del 1610 ed è dedicato alla Santissima Trinità insieme al convento Francescano, nel 1702 Padre Pacifico Guiso Pirella  decise di realizzare una navata dedicata alla Madonna de Martiri.

Il Santuario sotterraneo è situato sotto l’ altare della Chiesa ed entrambi sono del 1702.

In questo spazio troviamo due ambienti: uno dedicato a Sant’Efisio e l’ altro a Papa Gregorio Magno.

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Altare di Sant’Efisio( al posto del Santo è stato posizionato una statua del Cristo crocifisso)

Le decorazioni in stile barocco sono state realizzate da due artisti itineranti, e ci hanno impiegato oltre 60 anni per dipingere l’ intera aerea.

Sant’Efisio in origine non era cristiano, decise di arruolarsi nelle truppe dell’ esercito romano che venivano dislocate di volta in volta in posti diversi dell’ Impero.

Una volta Sant’ Efisio fu mandato proprio in Sardegna come soldato per sedare le rivolte barbaricine,  tutto ciò è ripreso dai dipinti posti nei medaglioni.

Dopo la conversione di Sant’Efisio, nel 303 A.C  che Diocleziano decide di portare avanti la persecuzione di tutti i credenti cristiani e per questo verrà ricordata come la più grande persecuzione cristiana.

A Efisio verrà chiesto più volte di rinunciare alla propria religione ma al suo ennesimo rifiuto riceve il martirio e quindi la morte per decapitazione a Nora( l’ attuale Pula).

Proprio qui ancora oggi si trova la Chiesa che è stata edificata proprio nel luogo del martirio del Santo.

Il legame che Padre Pacifico Guiso Pirella ha voluto rappresentare tra la Madonna e Sant’Efisio è rappresentato nella parte centrale del Santuario dove Efisio è rappresentato ai piedi della Madonna, mentre lei gli affida il vangelo come a significare ” Ti affido l’evangelizzazione dei popoli dell’interno”.

Da ricordare che altri Martiri vengono ricordati all’interno del Santuario,Sant’Antioco, San Simplicio,San Lussorio..  una particolarità è che indossano l’abbigliamento di tipo spagnoleggiante del 1700 perché difatti sono stati realizzati proprio in questo momento storico.

Dall’altra parte del Santuario troviamo Papa Gregorio Magno,una figura importante per la cristianizzazione della Barbagia è proprio  dalle sue lettere che scopriamo la situazione in Barbagia e qui facciamo un salto di 300 anni!

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Altare dedicato a S.Gregorio Magno

Gregorio Magno è stato papa dal 590 al 604 A.C , in diverse lettere ricorda a Ospitone ( il capo dei Barbaricini in quel periodo)  il fatto che il suo popolo è ancora dedito

” AL culto di legni e  pietre”

e quindi essendo ancora pagani prega Ospitone di poter inviare un vescovo incaricato alla cristianizzazione dell’interno.

I rapporti tra Barbagia e il resto dell’ Isola non erano pacifici ma grazie proprio a Papa Gregorio verrà stipulato un rapporto di pace e  nel medaglione centrale vengono raffigurati  proprio Ospitone e Zabarda, il capo dei Bizantini in Sardegna,  al cospetto del Papa dove si abbracciano.

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L’abbraccio tra Zabarda e Ospitone

Ai due lati si trovano due Martiri locali che hanno ricevuto il martirio dai barbaricini stessi che non accettavano la loro cristianizzazione.

Dopo questa bellissima spiegazione siamo saliti in Chiesa e

ci ripromettiamo di scrivervi anche di questa.

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-SosBattorMoros-

 

 

 

 

 

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